Il rosmarino: pianta terapeutica e curativa

Il rosmarino è una pianta che compare molto frequentemente nell’alimentazione quotidiana di tutte le persone ma in pochi conoscono le sue effettive proprietà terapeutiche e curative.
In ambito alimentare è presente in diversi cibi sotto forma di additivo con poteri antiossidanti e caratterizzato dalla sigla E392, nelle case può essere utilizzato come insettifugo o deodorante per l’ambiente bruciandone le foglie secche, mentre in campo industriale è inserito negli shampi con lo scopo, ad esempio, di ravvivare il colore dei capelli, nelle pomate grazie alle sue qualità tonificanti e purificanti e nei profumi dove viene inserito l’olio essenziale.
In campo medico sono numerosi gli effetti benefici derivanti dall’utilizzo di questa pianta: il rosmarino è antidolorifico, antinfiammatorio, antiparassitario, antibatterico, antisettico e antireumatico e analgesico se utilizzato esternamente.
Può essere impiegato per trattare malattie quali la l’alopecia o per neutralizzare i pidocchi pubici, è un valido aiuto per il fegato stimolandone le sue funzionalità e facilitando l’escrezione della bile e nell’uso farmacologico.
Dal rosmarino è possibile estrarre l’olio essenziale che, in base agli elementi chimici di cui è composta la pianta, può differire per aroma. Sarà possibile quindi ottenere un olio con un maggior contenuto di eucalipto se la pianta dal quale viene estratto avrà un alto contenuto di eucaliptolo o diversamente più ricco di canfora se quest’ultima sarà presente in una quantità più elevata sempre all’interno della pianta stessa.
È importantissimo ricordare che l’utilizzo dell’olio essenziale di rosmarino è fortemente sconsigliato e controindicato per quelle persone che soffrono di epilessia. Potrebbe causare, soprattutto in situazioni di sovradosaggio, convulsioni, vomito o principi di blocchi respiratori.

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